III Advanced Course in Visual Arts - Allan Kaprow

 

1997

During the Workshop, 1997 During the Workshop, 1997 During the Workshop, 1997 During the Workshop, 1997 During the Workshop, 1997 During the Workshop, 1997 During the Workshop, 1997 During the Workshop, 1997 During the Workshop, 1997

3 - 24 luglio 1997

III Corso Superiore di Arti Visive


Visiting Professor
Allan Kaprow

Direttore
Annie Ratti
Curatori
Giacinto Di Pietrantonio
Angela Vettese
Coordinamento
Anna Daneri

"Allan Kaprow ha deciso di dividere i ventuno giorni del Corso nell'ex-chiesa di San Francesco in due parti distinte: dapprima, due settimane di 'laboratorio' svolto in gruppo e sotto la sua guida costante. Poi una terza settimana, durante la quale ciascun allievo ha lavorato da solo a preparare le opere che sarebbero state presentate nella mostra di fine corso, discutendo i suoi progetti con il Visiting Professor in privato. Le due prime settimane di workshop sono trascorse all'insegna di un grande, infantile divertimento, e anche di uno sgorgare altrettanto infantile di sentimenti primari espressi in maniera fisica: giocherellare con gli oggetti, urtare l'altro, esserne urtati e addirittura schiaffeggiati, omaggiarlo inginocchiandosi davanti a lui, porsi nei suoi confronti in uno stato di assoluta passività e di fiducia, fare esperienze minime che contenessero in potenza tutti i momenti dell'incontro con le cose e con le persone." (A. Vettese)

3 - 24 July 1997

III Advanced Course in Visual Arts

Visiting Professor
Allan Kaprow

Director
Annie Ratti
Curators
Giacinto Di Pietrantonio
Angela Vettese
Coordinator
Anna Daneri

"Allan Kaprow decided to split the three weeks of the course at the former St. Francis curch into two parts: two weeks of workshop under the ever-watchful guidance of the artist, allowing each student, in the third week, to work alone on his or her own project (to be presented in the end-of-course-exhibition). There were also private tutorials with the visiting professor. The first two weeks of workshop were characterized by unbashed childlike enjoyment, as primary sentiments found their physical expression: partecipants toyed with objects, crashed into each other, were crashed into, even slapped. They knelt before each other in a state of absolute passiveness, trusting, creating minimal experiences, potential containers of every possible encounter with things and people." (A. Vettese)