Francesco Bonami - La fine dell'arte contemporanea

11 Novembre 2010

Francesco Bonami
Francesco Bonami

La fine dell'arte contemporanea
11 Novembre 2010

Ratti Lectures 2010

"L'arte contemporanea è finita? Che cosa significa? Non significa come si potrebbe temere che l'arte ha finito il suo ciclo evolutivo e che quello che vedremo in futuro sarà solo un reazionario ritorno all'ordine. Significa che quello che abbiamo definito "Arte contemporanea", che secondo me inizia nel 1917 con l'orinatoio di Duchamp, è un periodo della storia dell'arte - cosi come lo è stato il Gotico o il manierismo o il Barocco -  che si conclude sempre secondo una mia del tutto personale cronologia con la mostra di Tino Seghal al Guggenheim di New York lo scorso anno. L'arte, da essere mezzo per raccontare storie e creare simboli con Duchamp,  entra dentro un ciclo dove sente la necessità di raccontare solo la propria storia , un periodo autoreferenziale dove l'oggetto è tautologico, e l'aspetto e la funzione narrativa dell'opera d'arte sono  eliminati. Fino al punto che anche l'oggetto scompare e ritorna la narrazione , il racconto come quello che appunto Tino Seghal usa per parlarci della nostra vita. La vocalità che si presenta come una porta che si apre su un territorio nuovo e tutto ancora da scoprire ed esplorare." (Francesco Bonami)



Francesco Bonami, nato a Firenze,  vive e lavora a New York.
E’ direttore artistico della Fondazione Sandretto ReRebaudengo per l'Arte di Torino e di Pitti Immagine Discovery a Firenze, nonché curatore delle prime tre edizioni di Enel Contemporanea.
Nel 2010 è stato curatore della 75a Biennale di Arte Contemporanea del Whitney Museum di New York, della mostra di Maurizio Cattelan a Milano e della presentazione di Damien Hirst  a Palazzo Vecchio, Firenze.
Nel marzo 2011 curerà la mostra di Rudolf Stingel alla Galleria Gagosian di New York. È capo redattore della rivista TAR .E’ stato direttore della 50a Biennale di Venezia nel 2003 e curatore di