Estetica della Resistenza

XI Advanced Course in Visual Arts

21 Luglio 2005 / 21 July 2005

Francesco Arena<br />
Senza Titolo<br />
2 stampe plotter<br />
70x100 cm<br />
<br />
estetica della resistenza.<br />
pianta di un edificio disegnata sul pavimento del lago<br />
data all'acqua<br />
sepoltura in acqua<br />
cerchio di sedie<br />
contorno della palestra di Beslan<br />
obsolescenza<br />
transitorietà affastellamento<br />
notizia<br />
una pozza d'acqua sul pavimento<br />
pianta della palestra-Beslan disegnata sul pavimento della Ticosa con l'acqua del lago<br />
evaporazione <br />
estetica della resistenza<br />
<br />
Leggero, inconsistente, come le notizie che scorrono ogni giorno in televisione o sui giornali. Il lavoro di Francesco Arena diventa improvvisamente pesante. Nel momento stesso in cui capiamo che quel perimetro tracciato per terra con l'acqua, nello spazio dell'Ex-Ticosa, riproposto dall'artista in veste fotografica, non è che la rilettura del perimetro esterno della palestra di Beslan, luogo che ha attraversato le coscienze di tutti. ma che, quasi velocemente come l'acqua usata per delimitarne i contorni, è già evaporato dalla vostra memoria. Adam Avikainen<br />
Corteggiamento Lesdutan<br />
seta e erbacce infestanti, non spontanee che si sono moltiplicate tra gli escrementi degli abitanti abusivi di una fabbrica abbandonata.<br />
<br />
I Lesduta vivono nelle montagne in cima al lago di Como. Sono per metà Bombyx Mori e per metà Homo Sapiens. A tutti i membri della comunità è richiesto di filare la seta e non i bozzoli, per convenienza. Una volta l'anno c'è una lotteria che offre a un uomo e una donna la possibilità di completare il proprio ciclo vitale diventando farfalle ed accoppiandosi. Per tutto l'anno seguente, gli amanti aerei fluttuano al di sopra dei loro cugini terrestri, facendo ombra sul loro cammino da e verso Como, dove barattano la seta con il loro nutrimento principale, le foglie di gelso. Il movimento delle ali delle farfalle è la causa del tivano, la brezza mattutina che soffia da nord sul lago, e della breva, che soffia da sud. Dopo la mostra, le sculture Lesduta sono state smaltite e ora se qualcuno visita Como e guarda con attenzione, vedrà nidi di uccelli intrecciati con fili di seta rossi e bianchi. Gli uccellini con becchi spalancati attendono l'arrivo delle loro madri, sospinte dalla breva o dal tivano, con un verme.<br />
<br />
In Lesdutan Courtship/Corteggiamento Lesdutan ha utilizzato una serie di materiali poveri ma ricchi di memoria-seta cinese(che ovviamente allude anche ai motivi della trasformazione degli spazi dell'ex-Ticosa), sterpi cresciuti grazie ai rifiuti organici che si accumulano negli interstizi di questo luogo- per costruire figure umane stilizzate che si ergono all'interno degli spazi espositivi senza la monumentali o la seriosità della scultura tradizionale. Alina e Jeff Bliumis<br />
Shelter for Migrants/Rifugio per Migranti<br />
seta/legno<br />
<br />
Circa un secolo fa Lenin disse:
Alina, in collaborazione con il marito Jeff, ha pensato di installare il proprio lavoro, Shelter for Migrants/Rifugio per Migranti, enorme amache realizzate in seta, in una delle porte storiche della città per coniugare le caratteristiche di uno spazio di confine tra interno ed esterno della città con il problema dell'ospitalità delle tante persone che arrivano nei paesi più ricchi in cerca di lavoro." /> Wendy Downs<br />
Centro Storico Como (71)<br />
pittura acrilica<br />
300 x 200 cm<br />
<br />
Roland Barthes

Praticare una resistenza critica significa pensare, non accogliere con vendicatività un punto di vista differente ma incontrare un'ideologia opposta con un'esistenza attivamente pensante.

Wendy Downs con Centro Storico Como (71), ha riportato sul pavimento dello spazio espositivo una grande mappa dipinta di alcune zone della città. La differenziazione cromatica (che visivamente avvicina il lavoro alle ricerche di molta odierna pittura ambientale) in realtà rivelava come fosse sofisticato e invasivo il sistema di controllo delle telecamere di sorveglianza presenti nel centro cittadino, di cui generalmente ignoriamo l'esistenza.
" /> Andreas Golinski<br />
The Lay of the Land<br />
Installazione sonora<br />
<br />
Anche Andreas Golinski è rimasto affascinato dalla possibilità di interagire e raccontare il passaggio tra epoca industriale e postindustriale della città di Como, e più in generale della nostra società. Con The Lay of the Land ha cercato, infatti, mediante un'installazione sonora realizzata con un montaggio di suoni campionati e con le immagini di una fabbrica vuota, di riportare la nostra attenzione, proprio sulla concretezza di questa trasformazione epocale e sull'identità di questi luoghi.<br />
<br />
Penso che la parola Quasi tutti la usano come decorazione.

"Un'obiezione è quando dico: questa cosa non mi appartiene, resistenza è quando faccio in modo che ciò che non mi appartiene non accada più." Ulrike Meinhof

Per me gli artisti seri hanno il dovere di resistere….ma questo significa che l'artista di oggi deve essere o sarà il terrorista di domani??????
" /> Francesca Grilli<br />
I Wanna Be Miss Padania<br />
specchio verde<br />
55x100cm<br />
<br />
RESISTENZA<br />
Mi affaccio alla finestra. Terzo piano. Ci sono delle guardie. Ci sono flussi di persone. Passa il tram. Penso allora che voglio restare chiusa dentro questa stanza. Guardare il mondo, ascoltare le sue voci, le voci dei passanti, dei turisti, degli ubriachi, che inciampano, bestemmiano, ridono, alzano il medio alle guardie, gli fanno le boccacce. E io qui. Son sempre qui. Affacciata a questa finestra. Centro esatto, indistruttibile.<br />
<br />
Allora mi siedo per terra. Mi stringo le ginocchia contro il petto. E penso che sono al centro di una stanza. Al centro di una casa. Nel centro di una città. Al centro esatto della solitudine.<br />
<br />
Sono seduta su un pavimento legno chiaro.<br />
<br />
Sono libera.<br />
<br />
Ludico e ironico è il lavoro di Francesca Grilli che, in I Wanna Be Miss Padania, (uno specchio che rifletteva ogni cosa in verde, si interrogava sul bisogno di identità del mondo adolescenziale che si vede schiacciato tra ideali di modelle e veline da un lato e identità univoche e spesso posticce e preconfezionate dai modelli televisivi.<br />
Juan Pablo Macìas<br />
Sleep Of(f) Reason<br />
installazione video in loop<br />
<br />
Per quanto mi riguarda l'idea di resistenza non ha a che fare con l'idea o la pratica di una forza opposta ma con la nozione di creare strategie spontanee o un episteme asimmetrica alla logica capitalistica (dell'interscambio fra tempo e produzione) e alla logica del vedere, della distanza e separazione, fino alla rappresentazione egemonica che è il maggiore strumento di conoscenza e di comunicazione permesso. Ciò significa che il linguaggio, lo spazio, la conoscenza entrano in un contesto d'uso, di interscambio strutturato, di produzione formalizzata e di abitudini di lettura articolati dalla competenza e/o incompetenza d'uso che gli individui e le comunità hanno di essi. Io ritengo che il potere e la sottomissione non siano solo un problema di termini ma di sintassi, semantica e prassi inerenti ai nostri modi di stare insieme e di considerare gli spazi pubblici, l'amore ecc. Quindi dobbiamo cambiarli. La resistenza e/o il pensiero critico dovrebbero scomettere sulla creatività e l'intuizione per sospendere queste logiche e crearne di nuove, non rintracciabili/recuperabili dal sistema, verso un episteme permessa. E oggi, come sostiene Rorty, dobbiamo creare e rivedere le nuove e vecchie utopie e operare incessanti realizzazioni di libertà, e questo avviene attraverso la creatività in tutte le sfere di pratica sociale e individuale.<br />
<br />
<br />
Juan Pablo Macìas, con Sleep Of(f) Reason, trasforma il luogo espositivo in luogo di una pratica, invitando tutti i componenti del corso a usarlo per dormire, invertendo dunque tutte le gerarchie- i componenti del corso e il luogo diventano i soggetti dell'esposizione, il momento del riposo il centro dell'attività, il pavimento e non le pareti lo spazio della visione- ricorrendo al concetto di resistenza per negare le regole imposte. Stefano Mandracchia<br />
HOO<br />
8 fumogeni<br />
<br />

Il lavoro di Stefano Mandracchia, HOO, era strutturato a partire dagli spazi non percorribili di questo imponente edificio, ma, al posto delle luci e dei suoni, dalle finestre uscivano lentamente dei fumi colorati, una chiara allusione alla lavorazione delle stoffe che venivano preparate proprio in quelle sale.
" /> Andrea Nacciariti<br />
Connessione (Traccia 5)<br />
installazione realizzata allo Stadio Sinigalia di Como, neon 110 m.<br />
<br />
Alessandro Nacciarriti, con Connessione (Traccia 5), ha realizzato una grandissima installazione allo Stadio Sinigallia a Como (in seguito fotografata e documentata in mostra) formata da una striscia di luci al neon che congiungevano le due porte del campo da calcio, realizzando così un enorme disegno razionalista, sorta di omaggio a questo movimento che ha in Como forse il più importante centro italiano. <br />
<br />
<br />
Raoul Vaneigem scriveva che Il mio rapporto con l'ambiente, con l'architettura, con il tessuto urbano, è compromesso, ma consapevolmente, e mi convinco sempre più fortemente che esistono forme di comunicazione che non inquinano il nostro orizzonte immaginativo, tutt'altro, lo esaltano, spostano i significati e attraverso un uso "rovesciato" delle immagini, orientano una riflessione collettiva sulla direzione che l'umanità ha imboccato nell'ultimo mezzo secolo, dove ogni riferimento all'estetica di una probabile ritrosia è divenuto vago e poco chiaro se relazionato alle nostre esigenze di sottomissione e adattamento, unico residuo del deteriorato istinto di sopravvivenza. "Resistere" funge da paravento contro le accuse della nostra coscienza? O è potenzialmente l'unica via di fuga alla staticità dei comportamenti arrendevoli?
" /> Nark Bkb<br />
Comon!<br />
installazione sonora<br />
<br />
Ma tutto d'un tratto divento serio. Oramai ho appreso che ciò che ha a che fare con il piacere estetico (aistànomai) è ciò che ci attrae, ciò che ci stimola. Al contrario l'idea di resistenza è una rinuncia: un comportamento etico e responsabile che però ci frena. Allora che fare? Forse stare nel mezzo, tra il desiderio e la rinuncia. Dove sopravvivono i modi del grottesco e del cinismo. estetica e resistenza sono termini ossimorici. Creano una tensione irrisolta che la pratica dell'arte problematizza rendendo gli eventi più densi, coagulandoli nella brutalità del pensiero. Essere cinici allora vuol dire stare in bilico, separati. Ma non dissociati. Da lì, avere la malsana e fallace libertà di resistere o non resistere, negarsi o concedersi, godere o non godere. Nella penombra, nel dosato distacco dalla quotidianità, si può scorgere un bagliore, una visione, la scintilla di un ragionamento.


L'uso del suono cui ricorre Nark Bkb in Comon! mira invece alla creazione di una vera e propria installazione sonora ambientale che occupa tutto lo spazio della fabbrica ancora da recuperare. La sera dell'inaugurazione, dalle sale inaccessibili della struttura industriale provenivano suoni e luci, come avviene in un dj set, che rimandavano a un possibile riutilizzo futuro della struttura stessa." /> Alessandro Nassiri Tabibzadeh<br />
Progetto per Ex-Ticosa/Project for the Ex-Ticosa<br />
<br />
Non so se il ruolo dell'artista sia quello di cercare una forma di resistenza. Sicuramente penso che il suo principale obiettivo sia quello di proporre degli interventi che abbiano come risultato il coinvolgimento dello spettatore attraverso un messaggio, di natura estetica, ma non solo. Forse estetica della resistenza vuol dire insinuare dubbi. Cercare di spingere lo spettatore a ripensare a momenti, principi e obiettivi che la società si è data. Se è vero che per certi messaggi la società è impermeabile, individualmente c'è lo spazio per riflessioni, ripensamenti e piccole rivoluzioni. L'artista non è un vate, è solo un inquieto.<br />
<br />
<br />
Come è usuale nel suo lavoro con Progetto per Ex-Ticosa ha cercato di usare spazi interni ed esterni, performance e azione sociale che coinvolgeva le persone di Como per cercare di definire il termine resistenza attraverso diverse esperienze e punti di vista.<br />
Christian Niccoli<br />
La Pecola<br />
intervento pubblico mediante T-shirts, adesivi<br />
<br />
Il lavoro di Christian Niccoli viene ascritto all'interno della public art. Il progetto, che consisteva nella produzione e nella distribuzione di una T-shirts, è stato realizzato in collaborazione con alcuni negozi della città, disposti a ospitare questa opera-operazione. Niccoli ha creato il marcio La Pecola - che in comasco significa noia- ben evidente sulla maglietta, nel tentativo di appropriarsi dei meccanismi informativi e sedativi delle merci, giocando parallelamente, sui luoghi comuni della percezione della città di Como da parte dei suoi stessi abitanti.<br />
<br />
Resistere, fare resistenza è per me il tentativo di vivere ed agire in maniera cosciente in un mondo dettato dall'abbaglio. Il fare artistico, estetico, è l'unione tra il mio istinto naturale ad opporsi al mainstream e la necessità artistica di diffondere coscienza. Caterina Notte<br />
The Last Stairs<br />
cotone<br />
400x50 cm<br />
<br />
Con una chiave più metaforica e allusiva, Caterina Notte ha realizzato una scala in stoffa appesa alle strutture dello spazio espositivo, accompagnato da alcune immagini fotografiche scattate in uno dei tanti rifugi all'aperto che i più poveri  tra i neoabitanti della città lombarda usano.<br />
<br />
..Partire da zero, da nessuna idea. Costringersi ad esplorare i luoghi e le persone. E ad un certo punto proporre un mutamento che lasci una traccia del tempo; come trovare il pezzo mancante di un puzzle. Ora, quando cammino per strada e mi fermo a guardarmi intorno mi chiedo cosa manchi, cosa potrei aggiungere per rompere il silenzio. Mi sono accorta che in questo modo il mio messaggio diventa più diretto e incisivo, e può essere in grado di trasmettere un malessere o un'oppressione inviando un segnale cui prestare più attenzione. Ciò mi aiuta a sentirmi meno fuori posto e a diffidare meno della realtà…. Gionata Gesi Ozmo<br />
Più o Meno (Estetica della Resistenza)<br />
colonna recuperata dall'Ex-Ticosa, cataloghi CSAV Ratti<br />
dimensioni ambientali<br />
<br />
...Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi quelli delle televisioni)<br />
vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio delle Università) il culo. <br />
Io no, amici.<br />
Avete facce di figli di papà.<br />
Buona razza non mente.<br />
Avete lo stesso occhio cattivo. <br />
Siete paurosi, incerti, disperati<br />
(benissimo) ma sapete anche come essere<br />
prepotenti, ricattatori e sicuri:<br />
prerogative piccoloborghesi, amici.<br />
Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte<br />
coi polizziotti,<br />
io simpatizzavo coi polizziotti!<br />
Perchè i poliziotti sono figli di poveri.<br />
Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.<br />
Quanto a me, conosco assai bene<br />
il loro modo di esser stati bambini e ragazzi,<br />
le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,<br />
a causa della miseria, che non dà autorità...<br />
<br />
tratto da “il Pci ai giovani!!” di Pier Paolo Pasolini<br />
<br />
<br />
<br />
L'installazione di Gionata Gesi OZMO, Più o meno (Estetica della Resistenza), partiva dal recupero della memoria del luogo e della sua trasformazione da spazio di produzione industriale in luogo di cultura. L'installazione, infatti, si componeva di due colonne contrapposte; la prima rinvenuta all'interno stesso degli spazi dell'EX-Ticosa non ancora recuperati  e la seconda era realizzata con un'instabile pila di cataloghi dei precedenti corsi organizzati dalla Fondazione Ratti. June Pak<br />
Do you?<br />
1 ' 8'' loop<br />
video installazione<br />
<br />
Henri Lefebvre, "La Produzione dello Spazio"

Prendendo in prestito il termine di Lefebvre, l'arte può essere quel "progetto rivoluzionario". Nel senso che l'arte è un luogo dove il realistico si mescola con l'utopistico per creare uno spazio di comprensione, interpretando e sfidando il nostro ambiente sociale e culturale.


June Pak con la videoistallazione Do You? ha riportato l'attenzione sull'ambiguità del ruolo dell'artista e del suo lavoro, allo stesso tempo soggetto e oggetto della propria ricerca, produttore e consumatore di immagini, realtà fisica e concreta e rappresentazione immaginaria." /> Annapaola Passarini<br />
Lavoratori Culturali<br />
work-in-progress<br />
<br />
Teso ad analizzare gli aspetti sociali e relazionali di un progetto culturale e artistico. <br />
In Lavoratori Culturali, Annapaola Passarini, ha cercato di creare un rapporto concreto di scambio e di conoscenza tra i lavoratori della fabbrica di tessuti Ratti e l'attività della Fondazione Ratti.<br />
<br />
<br />
Alla base del progetto sta una parola, consapevolezza, che ha serpeggiato nelle discussioni dei primi giorni di workshop. Che cosa significa essere consapevoli all'interno di un laboratorio, creato in questa forma dalla Fondazione Ratti undici anni fa? Per me ha significato innanzitutto capire la struttura della Fondazione ospitante, la sua relazione (ancora molto nebulosa per me) con la ditta che porta lo stesso nome, e all'inverso, quale relazione tra le diverse attività-lavoro degli artisti del Corso Superiore di Arte Visiva e gli operai, gli stampatori, i disegnatori, ecc. della fabbrica tessile.<br />
<br />
Alla cortese attenzione di tutti i lavoratori di Ratta SpA:<br />
Siete invitati ad una visita guidata in anteprima della mostra
La visita guidata è il progetto di una degli artisti presenti in mostra. Il progetto prevedeva un accordo con Ratti SpA per il trasporto a Como ed il pagamento delle ore della visita come orario lavorativo. Purtroppo l'accordo non è stato raggiunto, a causa della crisi del settore, ma la visita è comunque a vostra disposizione gratuitamente." /> James Pei-Mun Tsang<br />
Ospitalità (Mialno)<br />
video 14'30''<br />
<br />
La mia pratica di resistenza è basata sulla performance: incarnare i processi con cui esprimiamo bisogni in quanto soggetti politici. La definizione semiotica Il mio maggiore interesse per "i modi di indirizzo" è teatrale, in particolare nella tradizione del teatro politico. Bertold Brecht una volta ha detto "il teatro resta teatro, anche quando è teatro didattico, e se è buon teatro farà divertire".
Ci sono una varietà di attività che incorporano questo tipo di approccio indistintamente dal fatto che i propri appigli siano dichiaratamente politici. Io sono più interessato all'effetto dell'impegno, se serve come metodo per richieste categoriche o semplicemente prende in giro i nostri ideali attraverso una complicazione.
Lasciamo aperta la nostra definizione di teatro. Ogni evento di produzione collettiva è uno spazio per una potenziale manifestazione teatrale, come una storia, una missione, una comunità. Teatralmente si può manifestare attraverso l'atto della documentazione, o l'eccesso della pedagogia. Interpretare l'organizzazione del sè come una narrazione significa affrontare i modi in cui noi esprimiamo (forse fino all'eccesso) le necessità del gruppo.


James Pei-Mun Tsang ha cercato di spostare l'attenzione sugli aspetti relazionali e comunicativi con Ospitalità (Milano), un video in cui l'artista ha creato una serie di ritratti di comunità diverse, spesso emarginate per le loro opinioni, per le loro scelte e, più in generale, perchè, almeno a livello pubblico, non si adeguano strettamente ai canoni etico-morali accettati dalla società." /> Karen Miranda Rivadeneira<br />
8:19 P.M.<br />
tessuto, pittura spray<br />
dimensioni ambientali<br />
<br />
Resistenza:<br />
<br />
Un uomo sulla sua carrozzina sta in un angolo. Aspetta senza volerlo.<br />
Del pane, qualche moneta e male parole.<br />
Una donna si avvicina e gli offre delle ciliegie.<br />
Da quella volta lei passa ogni giorno.<br />
Non gli rivolge mai la parola.<br />
Lui non solleva mai il viso per guardarla.<br />
Un giorno lui non è là.<br />
Lei continua a tornare ma <br />
non lo rivedrà più.<br />
<br />
<br />
<br />
Karen Miranda con 8:19 P.M. ha provato invece a concentrarsi su una singola persona, un mendicante che ogni giorno si recava nello stesso angolo della città. Alcuni striscioni, realizzati dall'artista, senza fare diretto riferimento a quel singolo individuo richiamavano l'attenzione sulla violenza quotidiana che affiora in molti dei nostri gesti quotiani. Marinella Senatore<br />
Untitled<br />
4 lambda prints<br />
100 x 37 cm<br />
<br />
RESISTENZA Lo spazio pubblico, il campo

Nel lavoro di Marinella Senatore ritroviamo un vero e proprio racconto-omaggio alle persone scomparse nel lago, che non sono nemmeno riuscite ad interessare i giornali locali, articolato su 4 foto in cui corpi di persone affiorano dall'acqua. Immagini che non solo denunciano l'indifferenza del sitema informativo, ma che cercano anche di interrogarsi sulla costruzione stessa delle immagini e dell'immaginario ad esse collegato." /> Studio Trickster<br />
Parachute Project<br />
sacchetti di plastica riciclati, bancale<br />
<br />
<br />
La comunicazione tra spazio espositivo e città, istanze sociali e aspetti estetici, è alla base di Parachute Project realizzato dalla Studio Trickster, progetto che ha previsto la richiesta ai cittadini di Como di portare oggetti da spedire in aiuto alle vittime dello Tsunami in Asia. Il materiale raccolto andava a depositarsi, per la durata della mostra, su un bancale da cui partiva un grande paracadute realizzato con sacchetti della spesa riciclati.<br />
Luca Trevisani<br />
Scalpo<br />
4' loop<br />
video installazione<br />
<br />
Tendiamo a dimenticarlo, ma gli specchi riflettono anche di notte.<br />
Non smettono mai.<br />
Questo, quello, quello in questo, moltiplicano prospettive innumerevoli e vane.<br />
<br />
Un'estetica davvero resistente si misura nella sua durata.<br />
Non smette mai di confrontarsi con il proprio presente; si mantiene curiosa e in allerta.<br />
<br />
Scalpo è il titolo del video di Luca Trevisani in cui, con un approccio simile a quello di Juan Pablo, il coinvolgimento dei componenti del workshop è elemento essenziale e in certa misura tema autonomo del fare artistico. Al contempo, la dimensione ludica introdotta da questo video allude anche alle modalità di condivisione delle esperienze. Juliane Wedell<br />
Daily Existence_Daily Resistance<br />
ombreggiante, acciaio, pittura spray<br />
1100x550 cm<br />
<br />
Quando penso alla resistenza, per prima cosa sono interessata all'atto stesso della resistenza e non penso molto all'estetica della resitenza. Viviamo in un mondo con così tanti conflitti e guerre. Ma allo stesso tempo la nostra consapevolezza riguardo a quello che sta succedendo al di fuori dell'Europa e del Nord America è assai scarsa. Ciascuno ha la propria vita, con i suoi problemi e la maggior parte dei

Attenzione al rifugio, al luogo che viene riutilizzato e reinventato nella quotidiana ricerca di un riparo dagli extracomunitari si rivela nel lavoro di Juliane Wedell. Una grande scritta realizzata a spray (Daily Existence_Daily Resistance) che circondava una piccola casupola apparentemente disabitata e semidiroccata proprio all'interno del grande parcheggio di fronte allo spazio espositivo." /> Thomas Wilkinson<br />
Non Parlerai Per Nessuno Se Non Per Te<br />
legno dipinto, carta<br />
<br />
La resistenza non è necessariamente un male, andare in una direzione del tutto contraria all'oppressione scelta, dal mio punto di vista, è spesso controproducente. Un consiglio e una guida risoluti, assieme alla prospettiva confortante che nessuno mai sconfiggerà totalmente l'oppressore, contemplano un maggiore cambiamento ottenuto attraverso un processo organico, più significativo e proficuo.<br />
<br />
Nel lavoro di Thomas Wilkinson rileviamo che l'attenzione verso l'esterno si associa alla necessità di poter comunicare con gli altri. Per questa ragione l'artista ha messo a disposizione di tutti gli abitanti di Como un piccolo palco - intitolato Non Parlerai Se Non Per Te - una sorta dunque di Hyde Park Speakers'Corner trasportabile e
Il Corso si è concluso con la mostra dei partecipanti al XV Corso Superiore di Arti Visive, comprendente i lavori realizzati durante il workshop e documentata da un catalogo edito da Produzioni Nero, Roma.

I 25 partecipanti al XV Corso Superiore di Arti visive sono: Francesco Arena (I), Adam Avikainen (SF), Alina Bliumis (USA), Jeremy Boyle (USA), Wendy Downs (USA), Gionata Ozmo Gesi (I), Andreas Golinski (D), Francesca Grilli (I), Gayle Chong Kwan (GB), Juan Pablo Macias Monterrosas (MEX), Stefano Mandracchia (I), Andrea Nacciarriti (I), Alessandro Nassiri Tabibzadeh (I), Christian Niccoli (D), Caterina Notte (I), June Pak (CDN), Annapaola Passarini (I), Karen Miranda Rivadeneira (USA), Marinella Senatore (I), Studio Trickster (I), Stefano Nark Tolio (I), Luca Trevisani (I), James Pei Mun Tsang (USA), Juliane Wedell (D), Thomas Wilkinson (GB).
The course ended with the exhibition by the young participants of the XV edition of the Advanced Course in Visual Arts, in which the works created during the workshop were showed, the exhibition is documented in a catalogue published by Produzioni Nero, Rome.

The 25 participants to the XV Advanced Course in Visual Arts are: Francesco Arena (I), Adam Avikainen (SF), Alina Bliumis (USA), Jeremy Boyle (USA), Wendy Downs (USA), Gionata Ozmo Gesi (I), Andreas Golinski (D), Francesca Grilli (I), Gayle Chong Kwan (GB), Juan Pablo Macias Monterrosas (MEX), Stefano Mandracchia (I), Andrea Nacciarriti (I), Alessandro Nassiri Tabibzadeh (I), Christian Niccoli (D), Caterina Notte (I), June Pak (CDN), Annapaola Passarini (I), Karen Miranda Rivadeneira (USA), Marinella Senatore (I), Studio Trickster (I), Stefano Nark Tolio (I), Luca Trevisani (I), James Pei Mun Tsang (USA), Juliane Wedell (D), Thomas Wilkinson (GB).