Città di seta. Quando l'architettura ispira i tessuti del Novecento

08 Maggio 2013 / 08 May 2013

In occasione della mostra di Villa Olmo La città nuova oltre Sant'Elia. Cento anni di visioni urbane, è stata proposta una selezione di disegni, carte prova, tessuti stampati e operati ispirati a temi architettonici.
Nell'esposizione erano presenti tessuti provenienti dalle collezioni del MuST e del Museo didattico della Seta di Como.
Clerici Tessuto, Mantero, Ratti e Verga, storiche aziende tessili dell'area lariana, hanno contribuito con il prestito di numerosi campioni inerenti al tema.
Nella decorazione dei tessuti è frequente trovare motivi geometrici, fiori o disegni astratti; meno comune è l'utilizzo di immagini di città - fantastiche o reali - quale ornamento di stoffe di abbigliamento e arredo.
Immediatamente dopo la prima Guerra Mondiale il cambiamento della moda femminile si accompagnò al mutare della decorazione dei tessuti per abbigliamento: ai fiori naturalistici in sfumature pastello, che avevano caratterizzato le sete della Belle Epoque,  si affiancarono stoffe dai disegni geometrici o immagini grafiche e bidimensionali spesso realizzate in un solo colore. E' da questo momento in avanti che si riscontra negli archivi consultati la presenza di soggetti paesaggistici e, più sporadica, la decorazione delle sete con soggetti architettonici.
Una ripresa di questi temi si avrà negli anni Cinquanta, quando le immagini del Bel Paese fecero da cassa di risonanza ai successi della nascente moda italiana. Per fare un esempio illustre, anche Maria Pia di Savoia, figlia dell'ultimo re d'Italia, in occasione del suo matrimonio con Alessandro di Jugoslavia nel 1955, portò nel corredo nuziale un abito di shantung stampato ideato dalle Sorelle Fontana, decorato con monete italiane accostate alla Fontana di Trevi. La seta fu realizzata da Clerici Tessuto che ne ha prestato un campione in occasione della mostra.
Negli anni Settanta e Ottanta, caratterizzati dallo sviluppo del pret-à-porter, gli abiti più semplici furono valorizzati da tessuti stampati con disegni grafici e vistosi; in questo periodo si assistette a una ripresa dei motivi architettonici, rappresentati in mostra dalle sete di Mantero, Ratti e Verga.
Dopo il 2000 la città fu nuovamente sfuttata come tema decorativo anche nei tessuti di arredo, a volte con patterns di enormi dimensioni, quasi a voler far entrare fra le mura domestiche il paesaggio urbano.