Textilities...Once Removed - Secondo tempo

05 Marzo 2016 / 05 March 2016

Foto: Agostino Osio Foto: Agostino Osio Foto: Agostino Osio Foto: Agostino Osio Foto: Agostino Osio Foto: Agostino Osio
Textilities…Once Removed ha riconfigurato un gruppo di opere di Charlotte Posenenske, già esposte nella prima parte della mostra, e le mette a confronto con un ampio nucleo di poesia concreta a due e tre dimensioni creata negli anni ‘50 e ‘60 dal gruppo brasiliano Noigandres, con opere di Andre Cadere, Hilary Lloyd e Janice Kerbel, e con una selezione di matrici di stampa katagami ottocentesche e di tessuti tinti ‘a riserva’ appartenenti alla collezione della FAR.

Nel Brasile dei primi anni ‘50 – alla soglia del boom economico che porterà alla creazione di Brasilia e Petrobrás e al crescente influsso degli interessi statunitensi sull’economia del paese - i Niogandres (Décio Pignatari e i fratelli Augusto e Haroldo de Campos) hanno investigato le qualità sovversive ‘verbivocovisuali’ del linguaggio e le capacita generative dello spazio grafico. Per loro “solo nella misura in cui essa è un linguaggio espresso materialmente, una concrezione di segni, ‘ una forma significante’, la poesia è poesia”.
La loro opera e’ stata rappresentata in mostra da un vasto numero di poesie postali e  poesie tridimensionali, serigrafie, collages, libri, documenti e materiale effimero.
La ricerca strutturale dei Noigandres trova eco in mostra nella volontà di Posenenske di scomparire dalla propria opera ed offrire ‘una dimostrazione dei principi di modificazione razionalizzata’, nei sistemi infetti delle Barres de Bois Ronde di André Cadere e nell’ opera recente di Janice Kerbel e Hilary Lloyd. Di Janice Kerbel abbiamo il ciclo di nove canzoni per sei voci, Doug, e un lavoro tipografico di grandi dimensioni. In entrambi l’artista persegue un’alternanza fra analisi forsenica e coinvolgimento totale per avvicinarsi a linguaggi musicali a lei precedentemente estranei. Quest’alternanza, comune a tutta la sua opera,  si accoppia al ricorrente interesse a dar forma a cose che normalmente non ne hanno. Movie (2015) di Hilary Lloyd usa un montaggio altamente coreografato. In esso spezzoni filmati, immagini fisse, e immagini ri-fotografate raccontano uno sguardo al tempo stesso ossessivo e distaccato che si rivolge alla superfice del visibile e da origine ad un’indagine autoriflessiva sull’atto del guardare.

Nel contesto della FAR queste ricerche hanno ritrovato un’ulteriore assonanza metodologica negli ikat - tessuti contraddistinti da un processo di tintura ‘a riserva’ che permette al colore di penetrare solo alcuni segmenti del filo mentre altri sono protetti da una legatura impermeabile - e nella matrici di stampa katagami che hanno dato origine ad una decorazione sistemica ad alta precisione ma esterna alla fibra tessile.

La mostra è stata inaugurata il 5 marzo con una performance di Doug, il ciclo di nove canzoni per sei voci composto da Janice Kerbel.

Orari aperture e informazioni:

mar-dom: 14.30-17.30
Ingresso libero
Aperure speciali: domenica 27 marzo, lunedì 28 marzo e domenica 3, 10 e 17 aprile dalle ore 10 alle 18

Textilities…Once Removed reconfigures a group of sculptures by Charlotte Posenenske already present in the first part of the show and brings them in dialogue with a large selection of two- and three-dimensional Brazilian concrete poetry from the 50’s and 60‘s by the Noigandres group, as well as with works by André Cadere, Hilary Lloyd and Janice Kerbel, and with 19th century katagami paper stencils and ‘reserve dye’ textiles from the FAR collection.

In the Brazil of the early 50’s – at the threshold of the economic boom that lead to the creation of Brasilia and Petrobrás and to the increasing influence of the U.S.’s interests in the country’s economy- the Noigandres (Décio Pignatari and the brothers Augusto and Haroldo de Campos) investigate the subversive  ‘verbivocovisual’ qualities of language and the generative possibilities of graphic space. They insist “only as much as it is a materially expressed medium, a concretion of signs, ‘a significant form’, poetry is poetry”.
Their work is represented in the show by a vast group of postal end three-dimensional poems, prints, collages, books, documents and ephemeral material.
The structural research carried out by the Noigandres finds an echo in Posenenske’s wish to disappear from her own work to offer a ‘demonstration of the principles of rationalised modification’, and in the infected systems of André Cadere’s Barre de Bois Rond as well as in the recent work of Janice Kerbel and Hilary Lloyd. Janice Kerbel is represented here by Doug, her cycle of nine songs for six voices, and by the large scale typographical work. In both she pursues a forensic analysis of, and in-depth immersion into, musical languages previously foreign to her. This double perspective is typical of all her work and is coupled with a recurring interest in giving shape to thing that normally have none. Hilary Lloyd’s Movie (2015) deploys a highly choreographed montage. In it filmic fragments, photographs, and re-photographed images recount a gaze at once obsessive and disengaged directed at the surface of the visible. This gives rise to a self-reflexive investigation on the act of looking.

In the context of the FAR a further methodological echo of these concerns is found in ‘reserve dye’ ikat textiles, where the dye is allowed to penetrate only in some segments of the yarn while others are protected by a waterproof binder, and in the Katagami printing masks, that give rise to very high precision, systemic decoration, where the dye is external to the cloth itself.

The exhibition opened on March 5th with a performance of Doug, Janice Kerbel’s song cycle for six voices.

Opening time and infos:

Tue-Sun 14.30-17.30
Free Entry
Special openings: Sunday 27th, Monday 28th March and Sunday 3rd, 10th and 17th Aprile, from 10 a.m. to 6 p.m.