MOSTRA: Documentare l’effimero. Immagini e materiali da Campo Urbano

22 Settembre 2019

"Segnaletica orizzontale", azione di Enrico Baj durante Campo Urbano 1969.
Foto: Gabriele Basilico, Courtesy Archivio Basilico, Milano.
"Segnaletica orizzontale", azione di Enrico Baj durante Campo Urbano 1969.
Foto: Gabriele Basilico, Courtesy Archivio Basilico, Milano.
Documentare l’effimero. Immagini e materiali da Campo Urbano
Un progetto a cura di Luca Cerizza | Zasha Colah

Opening: 21 settembre 2019, h 18.30
22 settembre - 26 ottobre 2019
borgovico33 (via Borgo Vico 33, Como)
 
orari: 10-18 (sabato e domenica)
su appuntamento (lunedì-venerdì)
per prenotare la visita scrivere a intern@fondazioneratti.org o telefonare allo 031.3384976


La mostra Documentare l’effimero è parte del progetto Campo Umano - Arte pubblica 50 anni dopo.
A cura di Luca Cerizza e Zasha Colah (con l’assistenza di Valentina Avanzini), Campo Umano indaga forme passate e presenti dell’arte negli spazi pubblici, a partire dal cinquantesimo anniversario della mostra Campo Urbano. Dalla mattina alla sera del 21 settembre 1969, una ventina di artisti, designer, architetti e musicisti di diverse generazioni occuparono, su invito di Luciano Caramel, le strade del centro di Como con interventi performativi e installativi, per la quasi totalità di natura effimera.
Fu uno degli esempi più noti ma anche più discussi di quella tendenza dell’arte dell’epoca di operare nella dimensione pubblica, sulla scorta delle manifestazioni che, intorno al 1968, usavano le strade e le piazze come luogo di espressione e protesta. Campo Umano rende omaggio a quel progetto, analizzandone criticamente successi e fallimenti e interrogandosi sul senso della sua eredità oggi.

Un convegno di due giorni (21 e 22 settembre 2019, Villa Olmo, Como) ha ricostruito le vicende di 50 anni fa, attraverso gli interventi di alcuni tra i maggiori esperti in materia (storici, curatori, critici, artisti), discutendo inoltre le possibilità dell’arte pubblica oggi, in un contesto politico, sociale e culturale dove il concetto stesso di “pubblico” è profondamente mutato.

Attraverso ricerche condotte con i protagonisti di Campo Urbano e i loro archivi, la mostra Documentare l’effimero racconta, invece, le vicende di quella giornata di 50 anni fa attraverso materiali provenienti dagli artisti, in parte inediti (come il carteggio tra Franca Sacchi e Giuseppe Chiari), gli efemera (poster, catalogo, brochure) disegnati da Bruno Munari per l’occasione e una documentazione video e video-interviste realizzata dall’Archivio Mulas.

Se la documentazione capillare di Ugo Mulas fu di grande importanza per la diffusione e successo di Campo Urbano, quel giorno a Como erano presenti altri due maestri della fotografia italiana come Gianni Berengo Gardin e Gabriele Basilico. Una selezione di immagini, per lo più inedite, restituisce non solo nuovi sguardi su quell’evento ma il senso di complicità tra i tre fotografi, come si evince dall’istallazione di foto presentate a muro.

Altri materiali di studio, come le mappe e scansioni delle pubblicazioni relative a Campo Urbano, completano la ricostruzione della mostra comasca di 50 anni fa; le sue motivazioni, ma anche le critiche e le polemiche che ne seguirono.

Organizzato da: Fondazione Antonio Ratti
Con la collaborazione e il supporto di: Comune di Como
Con il patrocinio di: NABA, Nuova Accademia di Belle Arti
In collaborazione con: Fondazione Rolla | borgovico33
Sponsor: Sheraton Lake
Media Partner: Flash Art
Documenting the ephemeral. Images and material from Campo Urbano
A project curated by Luca Cerizza | Zasha Colah

Opening: 21 September 2019, 6.30pm
22 September - 26 October 2019
borgovico33 (via Borgo Vico 33, Como)

Hours: 10am-6pm (Saturday and Sunday)
on appointment (Monday-Friday)
to book your visit write to intern@fondazioneratti.org or call 031.3384976

The exhibition Documenting the ephemeral is part of the project Campo Umano - Public Art 50 years after, curated by Luca Cerizza and Zasha Colah (with Valentina Avanzini). Campo Umano investigates past and present forms of art in public spaces, departing from the the 50th anniversary of the art-event Campo Urbano.
From the morning to the night of September 21st 1969, twenty or so artists, designers, architects and musicians of different generations occupied (on the invitation of the curator Luciano Caramel) the streets in the centre of Como with performances and installations, almost all ephemeral in nature.
It became one of the most noted (but also the most debated) art exhibitions of the period to operate in the public domain, following the events of 1968, when the rallies turned streets and piazzas into places of expression and protest. Campo Umano pays tribute to that project, critically analysing its successes and failures and putting to question the meaning of its legacy for us today.

A two-day conference (on September 21st and 22nd 2019 at Villa Olmo, Como) retraced the events of 50 years ago through the lectures of leading experts in the field (historians, curators, critics, artists), discussing the possibilities of public art today, in a political, social and cultural context where the very concept of ‘the public’ has profoundly changed.

Through the research conducted with the protagonists of Campo Urbano and in their archives, the exhibition Documenting the ephemeral narrates the events of that day 50 years ago through material coming from the artists themselves, in part never published  (like the correspondence between Franca Sacchi and Giuseppe Chiari), the ephemera (poster, exhibition catalogue, brochure) designed by Bruno Munari for the occasion, and video documentation and video-interviews realised by Archivio Mulas.

If the widespread documentation of Ugo Mulas was of great importance for the diffusion and success of Campo Urbano, on that day in Como were also present two other masters of Italian photography: Gianni Berengo Gardin and a young Gabriele Basilico.
A selection of images, mostly unpublished, provides us not only with a new perspective on that event, but also the sense of complicity between the three photographers, as evidenced in the installation of photos displayed on the wall.

Other study materials, such as maps and scanned pages of publications related to Campo Urbano, complete the reconstruction of the exhibition held in Como 50 years ago: its motivations, but also the criticisms and controversies that it roused.

Organised by: Fondazione Antonio Ratti
With the patronage and the support of: Comune di Como
With the patronage of; NABA, Nuova Accademia di Belle Arti
In collaboration with:
Fondazione Rolla | borgovico33
Sponsor: Sheraton Lake Como Hotel
Media Partner: Flash Art