Rewind 009

22 Ottobre 2020

REWIND

Il periodo di chiusura temporanea è stato per la Fondazione Antonio Ratti l'occasione per rendere attivo il proprio archivio.
Nel corso dei suoi trentacinque anni di attività, la FAR ha promosso numerosi incontri, conferenze, workshop, seminari e pubblicazioni, invitando alla riflessione esperti di ambiti diversi, dall'arte contemporanea alla storia del tessuto, dall'antropologia alla letteratura fino alla cultura d'impresa. Il progetto Rewind ha come scopo la diffusione e la condivisione di questa straordinaria risorsa. Il materiale selezionato, presentato con cadenza bisettimanale, spazia fra periodi e discipline diverse, offrendo una nuova prospettiva su tematiche e idee ancora attuali.
 
Guardare indietro, ri-ascoltare, re-imparare diventano così strategie per andare avanti e l'archivio si attiva come strumento fondamentale per immaginarsi nel futuro.

REWIND 009
Susan Hiller, La trama provvisoria del reale
14.07.2011, Archivio Fondazione Antonio Ratti
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Del mio lavoro mi piace dire che mi dedico a comunicare con i fantasmi, cioè con gli scarti culturali, i frammenti e le cose che sono invisibili alla maggior parte delle persone.
Nelle parole di Susan Hiller, arte e sogno diventano coordinate di un unico territorio, costruito ai margini della nostra vita cosciente e esplorato in profondità dall’opera dell’artista.
Nella conferenza tenuta per la XVII edizione di CSAV - Artists’ Research Laboratory (a cui era stata invitata come visiting professor), Susan Hiller descrive il sogno come un’attività in cui siamo più onesti verso noi stessi e più vicini alla natura, dal momento che condividiamo questa attività “con tutti gli altri mammiferi e forse anche con altre creature e con altre forme di vita”. Gli artisti si sono da sempre addentrati in questi stati altri della coscienza, recuperandone e riflettendone i segmenti radicati in un immaginario che spesso condividiamo senza saperlo. Il lavoro dell’artista - così come il lavoro del sogno - porta alla luce la trama comune di questi simboli che silenziosamente plasmano la nostra realtà: in questo senso - conclude l’artista - tutte le immagini dei sogni sono sempre di origine sociale.

Susan Hiller (Tallahassee 1940 - Londra 2019) è internazionalmente riconosciuta dagli anni settanta per la sua ricerca degli aspetti della nostra cultura considerati marginali e largamente ignorati. L’utilizzo radicale e innovativo di diversi media nelle sue opere l’ha resa un punto di riferimento per le giovani generazioni di artisti. Hiller accosta la conoscenza che deriva dall’antropologia, la psicoanalisi e altre discipline scientifiche con materiali generalmente considerati di poca importanza, come cartoline, carta da parati, film di cassetta e storie di avvistamenti di UFO, creando un equilibrio fra il familiare e l’inspiegabile. La sua pratica esplora spesso i processi subconsci, compresi il sogno o la scrittura automatica. Privilegiando il represso, il dimenticato, lo sconosciuto, Susan Hiller analizza, ricontestualizza e conferisce uno status a ciò che giace al di fuori o al di sotto del riconoscimento culturale. La sua opera è stata rappresentata in mostre personali presso, fra gli altri, la Tate Britain (Londra), Castello di Rivoli (Torino), Moderna Museet (Stoccolma), Joy Art Gallery, (Pechino), Kunsthalle (Basilea), Kunst-Raum des Deutschen Bundestages (Berlino), Museu Serralves (Porto), Fondacion Mendoza (Caracas). Hiller ha esplorato le intersezioni di memoria, storia e dimensione dello sconosciuto in diverse pubblicazioni. Le sue conferenze e interviste sono state raccolte in due libri: The Provisional Texture of Reality, edito da JRP Ringier nel 2008 e Thinking about Art: Conversations with Susan Hiller, edito da Manchester University Press nel 1996. E’stata autrice di: The J.street Project edito da DAAD and Compton Verney Trust, 2005 e After the Freud Museum, edito da Bookworks Press nel 1995, ristampato nel 2000.


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In precedenza a Rewind

REWIND 001
Alanna Heiss, PS1 e oltre
17.12.2010, Archivio Fondazione Antonio Ratti
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REWIND 002
Marina Warner, Affinità elettive: lo sciamano, l'ospite e il linguaggio delle cose
05.07.2007, Archivio Fondazione Antonio Ratti
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REWIND 003
Lea Vergine, L'arte come specchio di paure e desideri
03.04.2009, Archivio Fondazione Antonio Ratti
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REWIND 004
Seth Siegelaub, Collezionare tessuti e libri sui tessuti
20.09.2012, Archivio Fondazione Antonio Ratti
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REWIND 005
Saviana Parodi e Luca Puri, PROGETTAZIONE IN PERMACULTURA
(Come, imitando gli ecosistemi, possiamo rendere i nostri ambienti più sani ed efficienti)

09.11.2016, Archivio Fondazione Antonio Ratti
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REWIND 006
Jimmie Durham, Le pietre scartate dal costruttore
03.07.2004, Archivio Fondazione Antonio Ratti
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REWIND 007
Enrico Ghezzi, 
Mi è sembrato di vedere un gatto
02.12.2007, Archivio Fondazione Antonio Ratti
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REWIND 008
Catherine David, Pratiche estetiche sperimentali in Medio Oriente
16.07.2009, Archivio Fondazione Antonio Ratti
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REWIND

The temporary closure becomes an opportunity for the Foundation to reactivate its archive. Over the past 35 years FAR has presented numerous conferences, workshops, seminars and publications inviting thinkers from different fields: contemporary art, textile history, anthropology, literature and more. Our Rewind project aims to spread and share this amazing resource.
The selected materials, presented on a biweekly basis, range across different times and disciplines, offering a new perspective on themes and ideas that are still relevant today.
 
Looking back, re-hearing, re-learning become strategies to move forward and the archive is activated as a fundamental tool to imagine ourselves in the future.

REWIND 009
Susan Hiller, The Provisional Texture of Reality

14.07.2011, Archive Fondazione Antonio Ratti
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“I like to say about my own work that I am committed to working with ghosts. That is with cultural discard, fragments, and things that are invisible to most people, but intently important to a few”. In the words of Susan Hiller, art and dream become coordinates of a single territory, built on the edge of our conscious life and explored by the artist's work.
In the lecture given for the 17th edition of CSAV - Artists' Research Laboratory (when she was invited as a visiting professor), Susan Hiller describes the dream as an activity in which we are more honest with ourselves and closer to nature, since we share this activity “with all other mammals and perhaps with other creatures as well and with other life forms”. Artists have always explored these other states of consciousness, recovering and reflecting the segments rooted in an imaginary that we often share without even knowing. The artist's work - as well as the work of dreams - brings to light the shared texture of these symbols that silently shape our reality: “in that sense - concludes the artist - all dream imagery is always social in origin”.

Susan Hiller (Tallahassee 1940 - London 2019) had been internationally recognised since the 1970s for her research into aspects of our culture considered marginal or largely ignored. The radical and innovative use of different media in her works made her a point of reference for the younger generation of artists. Hiller combined knowledge derived from anthropology, psychoanalysis and other scientific disciplines with materials generally considered unimportant, such as postcards, wallpaper, cassette films and stories of UFO sightings, creating a balance between the familiar and the inexplicable. Her practice often explored subconscious processes, including dreaming or automatic writing. Prioritizing the repressed, the forgotten, the unknown, Susan Hiller analyzed, recontextualized and gave status to what lies outside or below cultural recognition. Her work was represented in solo exhibitions at, among others, Tate Britain (London), Castello di Rivoli (Turin), Moderna Museet (Stockholm), Joy Art Gallery, (Beijing), Kunsthalle (Basel), Kunst-Raum des Deutschen Bundestages (Berlin), Museu Serralves (Porto), Fondacion Mendoza (Caracas).
Hiller explored the intersections of memory, history and the unacknowledged in a number of publications. Her talks and interviews have been collected in two books: The Provisional Texture of Reality, published by JRP Ringier in 2008 and Thinking about Art: Conversations with Susan Hiller, published by Manchester University Press in 1996. She is the author of The J.street Project published by the DAAD and Compton Verney Trust, 2005 and After the Freud Museum, published by Bookworks Press in 1995, reprinted 2000.


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Before on Rewind

REWIND 001
Alanna Heiss, PS1 and Beyond
17.12.2010, Archive Fondazione Antonio Ratti
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REWIND 002

Marina Warner, Elective Affinities: the Shaman, a Guest and the Language of Things
05.07.2007, Archive Fondazione Antonio Ratti
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REWIND 003

Lea Vergine, Art as a Mirror of Fears and Desires
03.04.2009, Archive Fondazione Antonio Ratti
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REWIND 004
Seth Siegelaub, On Collecting Textiles and Books on Textiles
20.09.2012, Archive Fondazione Antonio Ratti
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REWIND 005
Saviana Parodi and Luca Puri, PERMACULTURE DESIGN
(How we can make our environments healthier and more efficient by imitating ecosystems)
09.11.2016, Archive Fondazione Antonio Ratti
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REWIND 006
Jimmie Durham, 
Stones Rejected by the Builder
03.07.2004, Archive Fondazione Antonio Ratti
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REWIND 007
Enrico Ghezzi, I Thought I Saw a Pussy-cat
02.12.2007, Archive Fondazione Antonio Ratti
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REWIND 008
Catherine David, Experimental aesthetic practices in the Middle East
16.07.2009, Archive Fondazione Antonio Ratti