Il fascino discreto della borghesia

19 Aprile 2011

Figurino eseguito da Emila Borghi, 1911 circa, accompagnato da una selezione di tessuti e merletti provenienti dall'archivio MuST.
Figurino eseguito da Emila Borghi, 1911 circa, accompagnato da una selezione di tessuti e merletti provenienti dall'archivio MuST.
Il fascino discreto della borghesia: tessuti e moda nell'album di una gentildonna milanese del primo Novecento

conferenza a cura di Maria Luisa Rizzini

E’ la prima delle quattro conferenze che accompagnano la piccola mostra Ritratti di signore. Tessuti, moda e pittura tra Ottocento e Novecento, apertasi il 1 aprile nella sede della FAR a Villa Sucota.

L’occasione per esplorare il guardaroba di un’affascinante esponente della borghesia imprenditoriale milanese d’inizio Novecento è fornita dagli 89 figurini acquerellati realizzati da Emilia Borghi, detta Mimì, figlia di Fedele Borghi, uno tra i maggiori industriali lombardi nel settore cotoniero. La giovane donna li disegnò tra 1901 e 1911 per i vestiti che faceva realizzare da rinomate sartorie e modisterie, in gran parte milanesi, cui venivano mostrati come modello. Sono stati raccolti dalla stessa autrice in due album; da uno di essi proviene la selezione di acquerelli - generosamente prestati dall’attuale proprietaria, discendente della famiglia - che costituiscono una delle sezioni della mostra. I figurini sono una sorta di diario visivo dell’abbigliamento di Mimì e della sorella  Rita. Infatti, come rivela il confronto con alcune fotografie, le due sorelle portavano sin da piccole abiti identici, come era costume all’epoca; quasi una sorta di identificazione visiva immediata degli appartenenti al medesimo nucleo familiare.
Questi figurini sono stati accostati a numerose fotografie tratte da album privati del periodo, che consentono di ricostruire non solo le tendenze dell’abbigliamento dell’high society milanese, più austero e sobrio rispetto a quello proposto dalla contemporanea moda francese, ma anche le varie situazioni sociali che costituivano le occasioni di sfoggio del guardaroba. Si va dalle passeggiate alle corse di cavalli, ai pranzi, ai balli, ai battesimi e ai matrimoni, che vedono riuniti in grandi fotografie corali numerosi personaggi i cui cognomi rammentano la crescita economica e industriale della Lombardia odierna.

In occasione della conferenza, dagli archivi del MuST saranno proposti una serie di tessuti e guarnizioni che aiuteranno il pubblico a capire con quali tessuti e decori erano confezionati gli abiti di Emilia Borghi, commentati da Margherita Rosina e Francina Chiara.
19 aprile 2011, ore 18

Fondazione Antonio Ratti
Villa Sucota, via per Cernobbio 19, Como
Info: +39 031233227
must@fondazioneratti.org