Susan Hiller - mostra personale

15 Luglio 2011

Susan Hiller 
Psi Girls, 1999
Video installation: 5 synchronised programmes, 5 projections, colour with stereo sound, real-time audio processing. Programme duration 20 minutes
Dimensions variable
Photo: Agostino Osio
Susan Hiller
Psi Girls, 1999
Video installation: 5 synchronised programmes, 5 projections, colour with stereo sound, real-time audio processing. Programme duration 20 minutes
Dimensions variable
Photo: Agostino Osio
La mostra, inaugurata il 14 luglio, sarà visitabile fino all’ 8 settembre 2011, da martedì a domenica, dalle 16.00 alle 20.00.

La mostra di Susan Hiller è incentrata sull’imponente ed affascinante installazione a cinque canali dal titolo PSI Girls (1999), presentata per la prima volta in Italia ed appositamente riallestita per gli spazi della Chiesa di San Francesco.

In PSI Girls cinque brevi sequenze in loop di ragazze dotate di poteri paranormali – la telecinesi – sono colte nell’atto di concentrarsi e innescare il movimento di un oggetto con la sola forza della mente. Le sequenze sono estratte da cinque celebri film (The Fury di Brian De Palma, 1978, The Craft, di Andrew Fleming, 1996, Matilda di Danny De Vito, 1996, Firestarter di Mark Lester, 1984 e Stalker di Andrei Tarkowsky, 1979), di cui Susan Hiller ha alterato i colori - trasformando ciascuna in un monocromo blu, giallo, rosso, viola e verde - e rimosso l’audio originario, sostituito da un’unica colonna sonora proveniente dalla registrazione di un coro gospel della St.George’s cathedral, di Charlotte, North Carolina, USA.

I colori scivolano da una sequenza all’altra in ordine casuale, riverberando nell’ambiente e producendo un’alterazione costante della percezione dello spazio circostante; l’alternanza di suono e di silenzio, combinati con i colori in movimento e la durata delle singole sequenze, produce l’effetto ipnotico di un’opera performativa e in perenne metamorfosi. Immerso in un flusso percettivo cangiante, lo spettatore si trova a confronto con un’opera che si offre a molte possibilità di lettura
e di considerazioni: dalla rappresentazione della condizione “aliena” dell’età dell’adolescenza a quella dell’identità femminile, dall’uso delle fonti alle possibilità di campionamento e di manipolazione da parte dell’artista, dalla sua riflessione sul potere a quella sulla produzione dell’immaginario contemporaneo del cinema di genere.
Il tutto in una condizione che oscilla da una dimensione più propriamente  onirica ad una straniata ed attiva, da una estatica e sedotta dall’erotismo latente delle sequenza, ad una contemplativa e lisergica.

The Aura: Homage to Marcel Duchamp (2011), l'installazione fotografica concepita appositamente dall'artista per la mostra e che accompagna PSI Girls, amplifica ulteriormente la tensione emanata dai fantasmi di antiche credenze religiose che compaiono alterati  nella contemporaneità e contribuisce ad immergere l’intera Chiesa di San Francesco in un universo oscuro, misterioso, perturbante ma forse anche rivelatorio. La mostra dà così forma ad un dialogo fra arte, illusione, magia e alterazione della percezione in assonanza sia con la grande tradizione della storia dell'arte della tarda modernità, sia con le istanze proposte ed esplorate da Susan Hiller durante il workshop con i giovani artisti The Dream Seminar II.

Susan Hiller è nata negli Stati Uniti nel 1940, vive e lavora in Inghilterra dagli anni settanta quando acquisì un grande riconoscimento grazie alla sua ricerca di approfondimento degli aspetti della nostra cultura considerati marginali e largamente ignorati. L’utilizzo radicale e innovativo di diversi media nelle sue opere l’ha resa un punto di riferimento per le giovani generazioni di artisti.
Secondo Susan Hiller il Minimalismo, il movimento Fluxus, alcuni aspetti del Sur-realismo, l’antropologia e il femminismo hanno influenzato la sua pratica artistica individuale. Hiller accosta la conoscenza che deriva dall’antropologia, la psicanalisi e altre discipline scientifiche con materiali generalmente considerati di poca importanza, come cartoline, carta da parati, film di cassetta e storie di avvistamenti di UFO, creando un equilibrio fra il familiare e l’inspiegabile e invitando l’osservatore a prendere parte alla produzione del significato dell’opera. L’artista raccoglie e utilizza immagini, oggetti e suoni per creare nuovi contesti, incorporando tracce di memoria, storia e allusioni personali. La sua pratica esplora spesso i processi subconsci, compresi il sogno, la fantasticheria, la scrittura automatica e le produzioni vocali improvvisate. Privilegiando il represso, il dimenticato, lo sconosciuto, Susan Hiller analizza, ricontestualizza e conferisce uno status a ciò che giace al di fuori o al di sotto del riconoscimento culturale.
Mostre personali di Susan Hiller si sono tenute a: Tate, Londra; Castello di Rivoli, Torino; Moderna Museet, Stoccolma; Joy Art Gallery, Pechino; Kunsthalle, Basilea; Kunst-Raum des Deutschen Bundestages, Berlino; Museu Serralves, Porto; Fondacion Mendoza, Caracas e altre istituzioni pubbliche.
Hiller ha esplorato le intersezioni di memoria, storia e dimensione dello sconosciuto in diverse pubblicazioni. Le sue conferenze e interviste sono state raccolte in due libri: The Provisional Texture of Reality, edito da JRP Ringier nel 2008 e Thinking about Art: Conversations with Susan Hiller, edito da Manchester University Press nel 1996. E’ autrice di: The J.street Project edito da DAAD e Compton Verney Trust, 2005 e After the Freud Museum, edito da Bookworks Press nel 1995, ristampato nel 2000.



Susan Hiller - mostra personale

15 luglio - 8 settembre 2011
da martedì a domenica, dalle 16.00 alle 20.00

Spazio Culturale Antonio Ratti (ex-Chiesa di San Francesco)
Largo Spallino, 1
22100 Como - I

t.: +39 031233111
infocsav@fondazioneratti.org

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