The Como's production

IN1771-1635 Como, FISAC, raso liseré lanciato IN1771-1643 Como, FISAC, 1906-1915, raso liseré lanciato IN1771-1889 Como, FISAC, 1906-1915, damasco liseré IN1807-5266 Como, FISAC su disegno di Piero Persicalli, 1924 circa, tessuto operato AS.1738 Como, Guido Ravasi, 1923, raso liseré lanciato AS.1745 Como, Guido Ravasi su disegno di Mario Cito Filomarino, diagonale lanciato AS.1755 Como, Guido Ravasi 1923, tessuto doppio chiné AS.1767, Como, Guido Ravasi,1925, raso liseré lanciato per il manto del papa Pio XI LC.1216-3594 Como, Guido Ravasi su disegno di Emilio Pucci, tela stampata AS.1704 Como, Tessilstampa su disegno di Andrée Brossin de Méré, 1957, taffetas stampato

La produzione comasca

A partire dalla seconda metà dell'Ottocento nel territorio lariano va progressivamente affermandosi  la produzione tessile serica, che diventerà il settore di maggiore significato economico. 
Tra le prime fabbriche che realizzano tessuti operati di pregio vi è la FISAC (Fabbriche Italiane di Seterie Alberto Clerici, poi Fabbriche Italiane Seterie e affini Como), la cui storia quasi secolare (1906-1990) ha profondamente segnato il comparto tessile comasco. Il MuST ha acquisito nel 2009 una serie di libri-campionario dell'azienda che documentano la produzione di stoffe operate per abbigliamento femminile nei primi due decenni del XX secolo. Essi costituiscono una preziosa testimonianza delle caratteristiche del tessuto operato nella "fabbrica" lariana in questo periodo, mentre le creazioni della ditta di Guido Ravasi tra le due guerre ne rappresentano l'evoluzione qualitativa nel campo delle stoffe per acccessorio maschile. La collezione del museo comprende svariati pezzi di questo industriale artista che esponeva nelle mostre di arti decorative più prestigiose d'Europa. 
La fine della seconda guerra mondiale vede l'inizio di una fase espansiva del tessile comasco, che si indirizza verso l'alta qualità. Nelle collezioni del Museo vi sono alcuni campioni stampati della Tessilstampa che illustrano questa stagione di innovazione produttiva. Gli anni Cinquanta sono ulteriormente rappresentati dalle testimonianze della collaborazione tra il figlio di Guido Ravasi -  Giuseppe, che proseguì la professione paterna specializzandosi nella stampa - e Emilio Pucci. Negli archivi di Giuseppe Ravasi conservati al MuST sono stati identificati svariati tessuti realizzati per il celebre disegnatore di abiti.

The Como's production

Starting from the second half of the XIX century, the silk textile production began to flourish in the Lario area, to later become the industry that had the most significance for the entire area.
Among the first factories to make precious-quality worked fabrics was FISAC (Fabbriche Italiane di Seterie Alberto Clerici, later Fabbriche Italiane Seterie e affini Como), whose almost century-long history (1906-1990) deeply marked the textile industry in Como. In 2009 The MuST acquired a number of sample catalogues from the company that document the production of worked fabrics for women’s clothes in the first two decades of the XX century. They stand as a precious evidence of worked fabrics in the factories of Como in those times, while the creations of Guido Ravasi’s company between the I and II world war testify to the evolution of its quality, with particular reference to men’s accessory fabrics. The museum’s collection includes several pieces of such an industrious artist who participated in the most prestigious decorative art exhibitions of all Europe.
The end of the Second World War saw the beginning of an expansion period for the textile industry of Como, which swerves towards high-quality manufacture. The Museum’s collection includes some fabric samples printed by Tessilstampa that document this season and its fervent manufacturing innovation. The Fifties are also portrayed by the interviews that bear witness to the collaboration between Guido Ravasi’s son - Giuseppe, who continued his father’s trade and specialized in the printing business - and Emilio Pucci. In the archives of Giuseppe Ravasi currently held at the MuST it was possible to identify some of the fabrics made for the famous fashion designer.